Déjà vu: Leo Gheza torna alla Furcia Rossa III e apre una nuova via

Fanes Dolomites

Ci sono luoghi che non si esauriscono dopo una prima salita. Pareti che, una volta lasciate alle spalle, continuano a tornare nei pensieri. Per Leo Gheza, Salewa People, la Furcia Rossa III è uno di questi luoghi. Dopo l’apertura di “Il tempo sospeso” sulla stessa parete, Leo è tornato nelle Dolomiti di Fanes insieme a Luca Ducoli. Da questo ritorno è nata “Déjà vu”, una nuova linea che attraversa la parete sud della Furcia Rossa III.

Ciò che mi ha portato nuovamente sulla Furcia Rossa III, è il fascino della roccia di questa parete e la sua qualità. Non pensavo di poter trovare pareti del genere in Dolomiti, caratterizzate una parete di roccia solidissima, con prese taglienti e abrasive.

- Leo Gheza

 Furcia Rossa III
Déjà Vu

Le Dolomiti di Fanes custodiscono ancora angoli lontani dalle rotte più frequentate. “Déjà vu” nasce da quella domanda semplice e spontanea che spesso accompagna chi esplora: e se ci fossero linee ancora inesplorate, vie ancora da poter aprire? È così che questo spazio ancora incontaminato e selvaggio delle Dolomiti ha conquistato nuovamente le attenzioni di Leo:

Ogni tanto ascoltare il silenzio è bello, e qui lo si può sicuramente fare! La zona del Furcia Rossa è molto tranquilla, lontana dal turismo di massa dei soliti passi dolomitici, dove a sovrastare la scalata è il frastuono delle moto e delle macchine che passano sottostanti. Paesaggi ancora incontaminati e selvaggi e l’accoglienza dei gestori della malga Utia de Gran Fanes, ha reso questo luogo ancora più affasciante ed attraente.

Leo Gheza
Ütia de Gran Fanes

Ogni nuova via è anche il risultato del rapporto tra le persone che la immaginano e la percorrono. In cordata, le decisioni si condividono: capire dove passare, come proteggere un tiro, quando fermarsi e quando insistere. Con Luca Ducoli, Leo ha trasformato un’idea in un itinerario di otto tiri, tra placche tecniche, diedri e passaggi più fisici. È così che Leo descrive l’avventura condivisa con Luca Ducoli, ormai fedele compagno di cordata:

“Béh, ormai siamo una cordata consolidata! Abbiamo spesso condiviso le nostre avventure in montagna, aprendo insieme diverse vie. Nonostante i deici anni di differenze c’è sempre stata sintonia, ed è questo ciò che basta per far funzionare la cordata, senza neanche il bisogno comunicare.”

Leo Gheza and Luca Ducoli
Leo Gheza and Luca Ducoli

Il risultato del loro impegno e della loro amicizia è una linea sportiva dal carattere vario, con un grado massimo indicato di 8a e un obbligatorio di 7a. Ma la difficoltà racconta solo una parte dell’esperienza. “Déjà vu” parla soprattutto di movimento su roccia dolomitica, ricerca dell’equilibrio, della concentrazione e della soddisfazione di trovare continuità in una parete ancora poco frequentata. È questo ciò che Leo porterà con sé del traguardo raggiunto:

Il momento che più rimarrà impresso nella mia mente di questa via, è sicuramente il traverso del terzo tiro - il chiave - dove per riuscire a decifrarlo abbiamo dovuto usare il tape sui polpastrelli, per preservare la pelle. L’abrasività della roccia ci ha messo davvero alla prova.

Leo Gheza on the crux section
Leo Gheza

Il nome di questa via evoca qualcosa che sembra già vissuto. Eppure, in montagna, ogni ritorno cambia: cambiano le condizioni, la luce, la cordata e lo sguardo di chi sale. Tornare sulla Furcia Rossa III non è stato ripetere la stessa esperienza, ma continuare un dialogo iniziato l’anno precedente ed un invito a riscoprire il valore della ricerca: non inseguire soltanto le mete più note, ma imparare a guardare più a fondo i luoghi che la montagna mette davanti a noi.

Leo ci racconta: “A differenza di " Il tempo sospeso”, via precedentemente aperta in stile Trad su questa parete, con pochi chiodi e protezioni veloci, “Déjà vu” è stata aperta in stile “sportivo”. Per lo standard dolomitico la definirei una via pazzesca, che si sviluppa interamente su roccia ottima, quasi troppo tagliente in certi punti, fruibile sempre nelle mezze stagioni, data l’esposizione Sud/Est."

“Il nome che abbiamo deciso di dare a questa via, “Déjà vu”, nasce dal fatto che, scalando questa nuova linea sulla Furcia Rossa, ci sembrava di fare una cosa” già fatta", era una sensazione già provata. Avevamo già aperto “Il Tempo Sospeso” e, anche se stavamo scalando a tutti gli effetti una via nuova, ci sembrava di rivivere quelle stesse emozioni, gli stessi dubbi e quella particolare sensazione di scoperta."

Leo Gheza Anniversary collection