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IL REGALO PIÙ ALTO DEL MONDO
70 anni fa, quattro alpinisti hanno scalato per la prima volta la parte nord dell'Eiger. Un’occasione perfetta per un particolarissimo regalo d’anniversario. La nuova via si chiama "Magic Mushroom", è lunga 600 m e il suo grado di difficoltà 7c. 
LA PARETE NORD DELL'EIGER: 1.650 METRI PIENI DI ATTRAZIONE - DAL 1938 AL 2008.
L’Eiger. Alto 3.970 m.
Una torre calcarea del mesozoico.
La sua roccia è eterna, esiste almeno da 70 milioni di anni.
E’ il più piccolo dei tre colossi Eiger, Mönch e Jungfrau. E tuttavia il più grande. Il suo nome risuona in tutto il mondo. È sulla bocca di tutti gli alpinisti ambiziosi. Chi lo osserva, rabbrividisce. Ma ritorna spesso.
Tutto inizia l'11 agosto 1858. Charles Barrington, Christian Almer e Peter Bohren sono i primi uomini a salire in vetta all’Eiger. L’ospite irlandese e le guide alpine di Grindelwald scelgono la via dal lato ovest: per le condizioni di allora una sfida estremamente dura. 
Passano 80 anni. Dopo di che, quattro alpinisti scalano la gelida parete nord. La loro lotta contro le intemperie e la paura iniziano il 21 luglio 1938. Tre giorni dopo la vittoria è aggiudicata: i vincitori hanno raggiunto la vetta. Anderl Heckmair, Heinrich Harrer, Fritz Kasparek e Ludwig Vörg hanno vinto la lotta contro la parete nord dell’Eiger. Ma la sua forza seduttrice perdura nel tempo. Il suo richiamo silenzioso risuona in alto sulla località valligiana Grindelwald. E 70 anni dopo, viene nuovamente udito.
“MAGIC MUSHROOM” - L’INCANTESIMO DI UN REGALO INSOLITO
Conoscono la parete come le loro tasche.
Christoph Hainz e il suo compagno di corda Roger Schäli sono membri del Team alpineXtrem internazionale di SALEWA – e fan sfegatati dell’Eiger. Tra le loro svariate conquiste vi sono ascensioni in inverno, in solitaria e con ripetizioni delle vie della parte nord finora più difficili.
Per Christoph i 1.650 m della parte nord dell’Eiger sono sempre un buon motivo per lasciare le sue amate Dolomiti. Nel 1989 la scala per la prima volta, a marzo e dunque in pieno inverno bernese. Undici anni dopo, l'altoatesino ripete la via “Symphonie de Liberté", grado X. Nel 2003 il quarantaseienne pone un’altra pietra miliare nella sua personale storia dell’Eiger: la scalata della via classica in solitaria. Quattro ore e mezza ci vogliono per scalare la via Heckmair del 1938. Lo scalatore da cui prende il nome passò tre giorni interi in parete con i suoi tre compagni.
Anche l’amico di Christoph, Roger Schäli ha un rapporto molto particolare con questa montagna, dalla cui ascensione della parete nord erano sono ormai passati 70 anni. Cresce a pochi chilometri da Grindelwald, la località valligiana dell’Eiger. Seguendo il suo richiamo, la guida alpina svizzera ha scalato con successo praticamente tutte le vie difficili della parete nord. ”Deep blue sea” IX-, “La vida es silbar” 7c, “Piola Ghilini” EX- e “Spit verdonesque” X-. 
Ma l’alpinista estremo trentenne vuole di più: il suo obiettivo è una nuova via. Come particolarissimo regalo d’anniversario di questa parete così speciale. Il regalo è alto 600 m, una bella sfida. La via è stabilita. Ma a prima vista si vede che: la parete è bianca, molto bianca. A queste altitudini, neve e temperature basse possono far fallire velocemente la scalata di una parete nord. Ma entrambi sono risoluti. Partono, con una buona attrezzatura e senza carta regalo.
Come i primi che scalarono questa montagna, anche Roger e Christoph vogliono scalare nello stile classico, dal fondo e scalando ogni metro in libera. I due amici alpinisti scelgono una via che è più difficile di almeno tre pieni gradi rispetto alla Heckmair di 70 anni fa. 
La montagna li accoglie con oltre 50 m di neve fresca e prime cordate di grado 6a – 6b. La strada è dura e molto faticosa. Per assicurare il meglio possibile il loro personale regalo d’anniversario e le successive ripetizioni, Roger e Christoph installano dei solidi chiodi. Un’impresa che richiede molto tempo. Ma poi ricevono aiuto dall’alto. La pioggia fa sciogliere la neve sull’Eiger e mette a nudo la pietra calcarea della parete nord. Arriva il vento. Simili a un fon sovradimensionato, le raffiche di vento asciugano la roccia. Condizioni ottimali: ma per quanto tempo ancora? Negli ultimi 70 anni decine di buoni arrampicatori sono stati vittime della parete e delle intemperie. Il tempo scorre.
Arriva la parte convessa della montagna e l’arrampicata diventa sempre più difficile. La cordata numero 12 presenta il primo 7c, a 5°C e con più di 300 m sotto le scarpe. Più Roger e Christopf avanzano, più strette diventano la cengia e le riserve di energia. Ma entrambi guardano solo verso l’alto. Respirare, concentrarsi, un tiro dopo l’altro.
Dopo sei giorni di arrampicata sulla parte del nord, sono arrivati. Gli amici alpinisti sono sul fungo, che corona il loro personale regalo della parete nord dell’Eiger. Un momento magico. Il “Magic Mushroom” è stato aperto!